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CASA del TEATRO 3 L'ARCOSCENICO - Via Scarampi,20 - ASTI

SABATO 5 MAGGIO 2018 ore 18

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“NOI TUTTI”

“Il Sessantotto è un filo che collega il passato al futuro”

Incontro con l’autore MARIO CAPANNA

 

Noi: non è forse il pronome più bello?

Questo libro, idealmente, è una lettera aperta a tutte le persone del mondo.

Se ragioniamo insieme, possiamo trovare il modo di migliorarci insieme.

Oltre l’io e il tu: noi. Passando dal confine all’orizzonte.

Da quel momento della storia in cui l’umanità levò gli occhi al cielo.

Al di là dell’isolamento individuale, l’impegno e la speranza commune di costruire un futuro diverso dal passato.

Per noi e per la Terra.

E per quelli che verranno.

 

 


Mario Capanna, leader studentesco nel Sessantotto, parlamentare europeo e deputato, è scrittore, giornalista pubblicista, coltivatore diretto, apicoltore. Tra i suoi libri ricordiamo: Arafat; Speranze; Il fiume della prepotenza; Lettera a mio figlio sul Sessantotto; L’Italia viva; L’uomo è più dei suoi geni; Verrò da te; Il mondo al futuro; Coscienza globale. Oltre l’irrazionalità moderna. E’ il curatore di Scienza bene comuneConoscenza e “sapere” digitale.

SABATO 5 MAGGIO 2018 ore 21


SPETTACOLO TEATRALE    

"IL FIUME DELLA PREPOTENZA"

di Mario Capanna



da un'idea di Ileana Spalla

adattamento teatrale a cura di Mario Capanna e Ileana Spalla

con Ileana Spalla

regia Sergio Danzi

musiche originali Daniele Ferretti

disegni Gino Vercelli

scenografia Ottavio Coffano

Canzoni di Giorgio Gaber

Trama:Nel corso del tempo tutto è stato analizzato, ma mai nessuno ha scritto prima d'ora la storia della prepotenza. Eppure la prepotenza accompagna la nostra vita, anzi, spesso la domina. Dall'origine dell'uomo ai nostri giorni il percorso di questo grande fiume, sempre in crescita, che sta travolgendo le nostre esistenze. Dalla consapevolezza dei greci  a Cartagine e Hiroshima passando per la conquista dell'America, le Crociate e il Colonialismo fino ad arrivare ai nostri giorni. Certo la prepotenza ha cambiato aspetto, si è adeguata ai tempi, si è "travestita": oggi ha a disposizione un apparato scientifico tecnologico che prima non poteva avere, il suo potere sta nella rimozione. La rimozione è la leva con cui la prepotenza tiene sospeso il mondo, si è senza radici, non si sa da dove si viene e non si sa dove si va, questo genera l'angoscia, questo ci chiude nel cerchio della solitudine: pensate a quanto è facile oggi, rispetto al passato, viaggiare, comunicare, eppure mai come prima si è persa l'abitudine al dialogo, al confronto e la sensazione è di essere sempre più soli. L'equilibrio è l'alternativa, l'unica via possibile per riappropriarci delle nostre esistenze e costruire un futuro diverso, meno profitto e più umanità, l'essere, non l'avere e né l'apparire, questa è la condizione per costruire uomini migliori in grado di dare la grande svolta, il cambiamento necessario per proseguire in questo nuovo millennio.